Le finali di Conference NFL
Benvenuto ad una nuova uscita (91/2026) della newsletter di Huddle Magazine.
Siamo arrivati al penultimo atto della stagione NFL, le finali di Conference. In campo le due numero 1 della stagione, Denver Broncos e Seattle Seahawks contro rispettivamente la #2 New England Patriots e la #5 Los Angeles Rams.
In questa newsletter leggerete il preview delle due finali di Conference, i 4 QB che scenderanno in campo, avere un calendario semplice non sempre aiuta, pronostici, coach e premi stagionali e il Freezer Bowl del 1982.
Buona lettura!
Patriots contro Broncos in AFC, Rams contro Seahawks in NFC. O, se preferite, Matthew Stafford contro la rampante gioventù della National Football League. Sì perché il quarterback di Los Angeles è di gran lunga l’unico ad avere un’esperienza conclamata nei playoff tra i quattro che giocheranno titolari nei prossimi Championship.
Partiamo dagli altri. Drake Maye ha esordito in questa post-season guidando l’attacco di New England nei successi contro Chargers e Texans, lanciando quattro touchdown pass, ma collezionando altrettanti turnover, equamente suddivisi tra intercetti e fumble persi. Sam Darnold ha inserito il secondo gettone in carriera, dopo la delusione del Wild Card Game perso a Minnesota, e ha avuto ben più fortuna nel dominio di Seattle contro i 49ers, pur lanciando un solo touchdown pass, al pari di quanto aveva fatto ai Vikings un anno fa. Addirittura, Jarrett Stidham, che prenderà il posto dell’infortunato Bo Nix al timone di Denver, non ha mai giocato alcuno snap in post-season, come d’altronde in questa intera stagione. In totale: tre vittorie, tutte in questi playoff, in quattro partite di esperienza. E la possibilità, per Maye, di diventare il quarterback più giovane di sempre a vincere un Super Bowl, con qualche mese di vantaggio su Ben Roethlisberger agli Steelers nell’edizione XL.
Inezie, a confronto dell’esperienza di Matthew Stafford, pur maturata per lo più dal 2022 a oggi. Nelle dodici stagioni ai Lions erano arrivate appena tre presenze, senza alcuna gioia. Negli ultimi quattro anni, invece, il record personale è decisamente migliorato, complici sette vittorie nelle ultime nove apparizioni nei playoff, compresa quella al Super Bowl contro i Bengals. E l’ultimo successo, nel Divisional contro i Bears, è stato l’unico senza touchdown pass, mentre in precedenza erano stati ben 18 in otto partite, con appena 4 intercetti. Al netto divario in termini di esperienza e qualità complessiva in favore di Stafford si aggiunge una sensazione di deja vu ad accompagnare le speranze dei Rams: anche nell’annata 2021 il quarterback aveva lanciato più di 40 touchdown pass complessivi, era accompagnato da uno tra i migliori wide receiver della Lega, allora Cooper Kupp oggi Puka Nacua, e da un ex all-Pro come secondo, da Odell Beckham a Davante Adams e aveva chiuso la regular season con dodici vittorie. L’occasione per un bis, insomma, è quantomai ricca.
(Alessio Salerio in esclusiva per la newsletter)
Mentre i New England Patriots si preparano a scendere in campo per la finale della AFC, un numero continua a dominare le discussioni tra gli analisti e i tifosi: lo 0.356. Questa cifra rappresenta la strength of schedule reale, ovvero la difficoltà del calendario calcolata sui risultati effettivi ottenuti dagli avversari durante la stagione regolare 2025. Si tratta di un dato oggettivamente bassissimo, il più basso dell’ultimo decennio. Inutile girarci intorno, avere un calendario del genere è un vantaggio innegabile che ha facilitato la scalata della squadra guidata da Drake Maye verso le 14 vittorie stagionali e la qualificazione ai playoff. Tuttavia, la storia recente della lega ci dice chiaramente che godere di una strada spianata non è affatto un lasciapassare automatico per il successo finale. Al contrario, un percorso debole si rivela spesso un’arma a doppio taglio che lascia le squadre impreparate quando il livello della competizione si alza improvvisamente a gennaio.
Per capire quanto sia difficile capitalizzare su un vantaggio del genere, basta osservare il destino di chi ha avuto il calendario più semplice dal 2015 a oggi. Nel 2024 e nel 2023 i New Orleans Saints hanno avuto il cammino più agevole della lega, ma in entrambi i casi hanno chiuso la stagione mancando totalmente l’accesso ai playoff. Nel 2022 i Philadelphia Eagles hanno sfruttato una SOS favorevole per arrivare fino al Super Bowl, perdendolo però contro i Chiefs. Nel 2021 gli stessi Eagles sono caduti molto prima, fermandosi al Wild Card Round. Andando ancora a ritroso, il panorama conferma che la facilità non garantisce affatto la gloria. Il 2020 ha visto i Green Bay Packers fermarsi alla finale di conference dopo una stagione regolare agevole, mentre nel 2019 i Patriots di fine era Brady naufragarono subito al primo turno dei playoff.
Scavando ancora nei dati, nel 2017 i Jacksonville Jaguars arrivarono alla finale di conference ma videro i loro sogni infrangersi proprio sul più bello. Nel 2016 i Chicago Bears fallirono persino la qualificazione, così come fecero gli Atlanta Falcons nel 2015. In tutto questo decennio, solo i Patriots del 2018 sono stati capaci di trasformare un calendario morbido in una vittoria del Super Bowl.
Il fatto che i Patriots siano oggi tra le ultime quattro squadre rimaste in corsa è quindi un risultato che non va sminuito. Dimostra che la squadra ha saputo gestire il vantaggio senza cadere nell’autocompiacimento che ha condannato quasi tutti i loro predecessori, con l’eccezione di rarissimi casi d’élite. Raggiungere l’atto finale della conference con una forza del calendario così esigua é stato sicuramente più agevole, ma significa anche aver evitato cali di tensione mentali: tutto ciò non garantisce che il team sia pronto per l’impatto con i Denver Broncos domenica prossima (seppur senza Bo Nix).
(Paolo Colnaghi in esclusiva per la newsletter)
Alessandro Taraschi ci dice la sua su un argomento prolato senza aver paura di inimicarsi i poteri forti :-) In questo numero: pronostici, coach e premi stagionali.
Dal sito
QUI trovate tutto sui Divisional Playoff NFL. Gli Indiana Hoosiers sono i campioni NCAA 2025, QUI il racconto del Championship. La storia di Jacob Rodriguez la potete leggere QUI. Le regole da rispettare per intervistare un coach NFL sono QUI.
Angolo Head Coach: La fine dell’era Tomlin, Harbaugh ai Giants, Stefanski ai Falcons, Saleh ai Titans.
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Dopo le Wild Card più emozionanti ed equilibrate che mi ricordi, i quattro Divisional ci hanno offerto due partite straordinarie, una partita senza storia e una sagra degli errori, ma complessivamente non mi hanno deluso. Restano 4 squadre a contendersi l’accesso al Super Bowl: i Los Angeles Rams contro i Seattle Seahwaks e i New England Patriots contro i Denver Broncos.
Partiamo da una considerazione importante: si è detto come in questi playoff tutti avrebbero potuto battere chiunque, ma alla fine sono andate ai Championship le squadre con i record migliori; infatti, con 14W-3L, i Broncos e i Patriots occupavano le due migliori posizioni in AFC, analogamente in NFC i Seahawks (14-3) avevano il primo seed, mentre i Rams il quinto, ma solo perché appartenenti anch’essi alla NFC West, perché il loro record (12-5) era il secondo migliore della Conference.
Per analizzare i matchup cerchiamo di mettere a confronto alcune statistiche e alcuni “voti” di PFF (Pro Football Focus) che cerca di parametrizzare dei parametri non facilmente quantificabili.
Nota: non sono stati considerati i dati dei playoff in corso per non avere disomogeneità, avendo le 4 squadre giocato un numero di partite differenti
Il Championship NFC si presenta molto equilibrato, con i Rams più esplosivi in attacco, specie su passaggio, ma più propensi a concedere punti essendo la squadra che, nel lotto delle 4 semifinaliste, ne ha subiti di più in regular season. Analizzando i singoli reparti è evidente come il gioco dei Seahawks si incentrerà molto sulle corse, anche se l’assenza per infortunio del RB Charbonnet, peserà sicuramente sul game plan di Seattle, mentre quello dei Rams punterà sui passaggi che sono anche l’aspetto difensivo meno forte dei Seahawks. Molto dipenderà dalla capacità di Seattle di “pressare” Stafford, fondamentale in cui però le squadre si equivalgono e la differenza di esperienza tra i due quarterback potrebbe giocare un ruolo chiave.
Sintesi: per vincere i Rams devono fermare le corse dei Seahawks, mentre Seattle deve vincere la battaglia contro la OL dei Rams che per PFF è stata la quarta migliore della NFL.
Il Championship AFC è sicuramente condizionato dall’assenza del QB dei Denver Broncos, Bo Nix. Il suo inesperto sostituto, Jarrett Stidham, potrà però contare sulla protezione della migliore offensive line del 2025 e su una vecchia volpe di Head Coach come Payton, che giocherà sull’imprevedibilità di un attacco guidato da un QB che il defensive coordinator avversario non ha praticamente mai visto avendo fatto solo 66 passaggi nei 3 anni trascorsi a Denver. Inevitabilmente Sean Payton cercherà di macinare yard con il gioco di corsa, che è anche la principale debolezza difensiva dei Patriots. Offensivamente New England è una squadra molto equilibrata con una offensive line che è passata da essere la seconda peggiore della lega in pass protection lo scorso anno, alla settima migliore in questa stagione, pertanto dovrà preoccuparsi principalmente di non fare errori consentendo alla difesa dei Broncos di provocare turnover.
Sintesi: per vincere i Patriots devono fermare le corse dei Broncos e costringere Stidham a lanciare, preferibilmente sul lungo. Vrabel deve riempire il box per aiutare la DL e cercare di limitare screen e passaggi corti. I Broncos devono confermare la loro capacità di mettere a segno sack, fondamentale in cui son stati leader nella lega, 68 contro i 35 di New England.
(Giorgio Prunotto in esclusiva per la newsletter)
I Championship ci hanno spesso fornito partite storiche, con miti e leggende che si tramandano di anno in anno. The Catch, la NOLA-No call, il DeflateGate, l’Ice Bowl sono solo degli esempi. Proprio ricordando quest’ultima partita, l’Ice Bowl, appunto, non possiamo dimenticare una partita molto simile, che viene ricordata con il nome di Freezer Bowl, il giorno in cui il football si gelò.
Il 10 gennaio 1982 Cincinnati si svegliò nel cuore di un inverno polare, ma il Riverfront Stadium non poteva permettersi il lusso di fermarsi: in palio c’era l’AFC Championship tra Bengals e San Diego Chargers, la partita che sarebbe passata alla storia come Freezer Bowl. Una temperatura di circa -9 gradi Fahrenheit (circa -23 °C) e vento oltre i 30 km/h trasformarono il kickoff in un test di sopravvivenza, con una percezione di freddo considerata da molti la più estrema mai registrata in una gara NFL.
Di fronte c’erano i Bengals di Ken Anderson, reduce da una stagione da MVP, e l’attacco “Air Coryell” di Dan Fouts, uno dei sistemi di passaggio più esplosivi dell’epoca, appena uscito da una maratona al caldo di Miami contro i Dolphins. Ma il freddo siderale era il dodicesimo uomo in campo per Cincinnati: la palla diventava dura come pietra, il vento spezzava le traiettorie aeree e ogni snap era un rischio per dita e concentrazione.
I Bengals interpretarono meglio il contesto, scegliendo una partita di gestione, fisicità e attenzione maniacale al possesso, mentre i Chargers pagarono pegno alla loro identità verticale. Anderson chiuse con due touchdown pass e nessun intercetto, mentre Fouts fu limitato da una difesa aggressiva e dal vento, con due palloni consegnati ai defensive back di Cincinnati nel gelo dell’end zone.
Il 27–7 finale racconta una superiorità netta, ma non restituisce del tutto l’epica di quei 46.000 tifosi infagottati sugli spalti, celebrati quasi quanto i giocatori per aver resistito a una giornata al limite dell’umano. Quella vittoria diede ai Bengals il primo biglietto per il Super Bowl e consegnò alla memoria collettiva un’immagine indelebile: uomini in canotta, con le braccia cosparse di vaselina contro il gelo, che avanzano nella bufera per scrivere una delle pagine più dure e leggendarie del football professionistico.
(Massimo Foglio in esclusiva per la newsletter)
Huddle Classic è il podcast di Huddle Magazine dedicato alla storia del football americano, potete ascoltarlo QUI.
Cosa ascoltare
Grande novità! Lunedì 26/1 arriva il nuovo podcast di Huddle Magazine Radio: Chiacchiere e Numeri. Le statistiche inutili della NFL.
L’elenco dei podcast usciti negli ultimi giorni:
Scusate il Disturbo, ogni martedì football NFL e non solo
Scusate il CFB, ogni giovedì tutto sul College Football
The Snap dedicato al sito NFL
Huddle Classic! ci racconta la Immaculate Reception
L’ultima puntata dei nostri podcast dedicati alle squadre e non solo: Seattle Seahawks, Buffalo Bills.
Ascolti lunghi
In chiusura
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